Le straordinarie opportunità del Google Art Project ... con un pizzico di cautela

google art project

Si chiama Google Art Project ed è una delle iniziative del Google Cultural Institute messe in atto per promuovere la cultura on-line. Grazie al connubio fra le tecnologie di Google e gli esperti dei musei partner del progetto è possibile visitare virtualmente 180 tra musei e gallerie d'arte in tutto il mondo.

Sono oltre 40 i paesi coinvolti e più di 6000 gli artisti presenti nel "catalogo" on-line: dal Museo dell'Acropoli di Atene e il Metropolitan Museum of Art di New York fino al Japanese National treasure di Hideyori Kano e l’Istanbul Modern Art Museum, per un totale di oltre 35.000 opere d’arte visionabili in alta risoluzione. Anche in Italia le adesioni stanno aumentando, per il momento le collezioni presenti sulla piattaforma provengono da sei musei: la Galleria degli Uffizi e i Musei Capitolini, già da tempo partner del progetto, ai quali si sono aggiunti recentemente la Fondazione Musei Senesi, i Musei di Strada Nuova a Genova, il Museo Poldi Pezzoli a Milano e il Museo di Palazzo Vecchio a Firenze.

Tutte le strutture coinvolte hanno offerto la propria consulenza al team di Google e ogni museo ha scelto autonomamente il numero di gallerie, opere da digitalizzare e informazioni aggiuntive da inserire; oltre alle opere d'arte, infatti, è presente un ricco materiale di approfondimento costituito da video commentati da esperti, guide, note, mappe e informazioni dettagliate; il canale di Youtube del progetto (http://www.youtube.com/user/GoogleArtProject) offre centinaia di video. Il Google Art Project è sicuramente un'esperienza unica on-line che non ha nessun interesse a sostituirsi all'impareggiabile emozione di vedere dal vivo i capolavori dell'arte, ma che permette una diffusione capillare della cultura attraverso la costituzione di uno straordinario archivio on-line, oltre a dare l'opportunità di visionare dipinti, disegni, sculture, manufatti, fotografie e manoscritti a chi non può fisicamente raggiungere i musei dislocati in tutto il mondo. Le modalità di fruizione delle opere d'arte all'interno delle gallerie virtuali sono molteplici: è possibile percorrere le sale usando la funzione "street view", visionare le opere presenti fin nei minimi particolari (in alcuni casi la tecnologia del "gigapixel" permette anche di superare i limiti dell'occhio umano mostrando particolari non percepibili a occhio nudo); è possibile creare le proprie collezioni personali e condividerle, nonché avvalersi delle ultime due funzioni introdotte, utili anche per fini didattici: la funzione "confronta" permette di confrontare due opere d'arte simultaneamente per poter studiare, ad esempio, l'evoluzione dello stile di un artista, mentre l'"hangout" permette di creare una visita virtuale personalizzata nel museo. Come accennato, il progetto è sfruttabile anche per scopi didattici, è possibile, infatti, utilizzarne i contenuti in classe e avvalersi degli approfondimenti contenuti nell'apposita sezione "istruzione"; non è possibile stampare le opere presenti visionabili esclusivamente on-line, ma è invece consentita la stampa del materiale didattico. Ovviamente non è tutto oro ciò che luccica: la delicata questione di proprietà intellettuale e diritto d’autore delle opere digitalizzate e pubblicate in rete ad alta definizione, impone attenzione e opportune verifiche da parte dei musei partner e in alcuni casi può limitare la varietà di opere presenti nel catalogo virtuale che, infatti, ad oggi è costituito da un minor numero di esempi di arte contemporanea. Un interessante articolo sul giornale dell’American Bar Association approfondisce questi temi: http://www.abajournal.com/magazine/article/its_google_but_is_it_art/.
In ogni caso, il Google Art Project si propone davvero come una grande opportunità per molti soggetti diversi: i musei possono farsi conoscere in tutto il mondo con una forma di pubblicità assolutamente efficace, gli utenti della rete hanno la possibilità di avvicinarsi all'arte e raggiungere opere fisicamente lontane e la didattica può avvalersi dei progressi tecnologici in atto per essere sempre più interattiva.

Giulia
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