Link building: chi ha paura del pinguino?

Il nuovo algoritmo Google Penguin sta creando scompiglio tra i molti Seo che hanno fatto del link building uno degli aspetti principali della loro attività. Mentre Google Panda aveva principalmente il compito di valutare positivamente i siti con contenuti migliori, orginali e apprezzati dagli internauti, Penguin è incaricato di penalizzare i siti che grazie alla over-optimization hanno guadagnato posizioni nei risultati di ricerca, che proprio non meritavano.

In particolare, vengono puniti keyword stuffing (la ripetizione ossessiva di parole chiave)e link spamming. A costo di essere ripetitiva, ci tengo ribadire un concetto già espresso in altri articoli e di cui ho parlato anche all'incontro di "On-Off dentro e fuori la rete", lo scorso 16 dicembre: è l'ora del "responsible seo", ottimizzare siti web migliorando realmente l'esperienza dell'utente! Si può fare del link building di qualità tramite il guest post in siti autorevoli che trattano di argomenti davvero affini ai nostri, far salire il trust rank, creare post di qualità nei social network, scegliere aggregatori di articoli con una buona reputazione e rinunciare alle centinaia di siti creati solo per distribuire link.

Quando mi imbatto in forum dove alcuni "esperti" Seo si scervellano sul modo migliore per aggirare le penalizzazioni o si chiedono stupiti come mai Google li abbia penalizzati, mi viene da sorridere: le linee guida sull'ottimizzazione dei siti web fornite da Google sono chiare (http://support.google.com/webmasters/bin/answer.py?hl=en& answer=35769#3): lo scopo è quello di fornire agli utenti risultati sempre più vicini alle loro richieste e sempre più esaustivi; negli anni, molti hanno tentato di aggirare questo concetto e adesso gli algoritmi di Google sono sempre più precisi e indirizzati a scovare questo tipo di scorrettezze.
Insomma, un sito può raggiungere la prima pagina ma deve davvero meritarselo; il compito del Seo è quello di aiutare i siti ben congegnati a farsi notare da Google oppure, nel caso in cui siano di scarsa qualità, rinnovarli e renderli davvero migliori di quelli dei competitor…è una faticaccia ma solo così saremo certi di non incorrere in penalizzazioni precipitando in fondo alla Serp e, anche se a molti ancora non interessa, non inondare il web con siti di scarsa qualità e contenuti davvero inutili.

Giulia
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